Benito
Un mio carissimo amico possiede un cane che emotivamente mi ha sempre colpito.Il cane in questione è un carlino, uno di quei cane su cui Dio si è molto divertito.
Il suo nome è Benito.
Il proprietario, ci tengo a precisarlo, non ha alcun tipo di orientamento politico "nostalgico", semplicemente ha trovato che quel nome sarebbe stato perfetto per quel cilindro di pelo e rughe.
Una bestia che ad un primo sguardo ti riempie di simpatia, ma appena ti avvicini vieni avvolto da una profondissimo emotività.
È un cane che nella sua sfiga pelosa porta su di se il peso di un'esistenza che si trascina in avanti.
È un essere vivente che scivola tra una stanza e l'altra senza emettere alcun suono se non quello del suo respiro affannoso.
Benito non si sa arrabbiare, mentre tutti i cani della sua razza abbaiano Benito è quasi afono (per intenderci emette gli stessi suoni di un lavandino intasato) quindi nella sua vita ha imparato a gestire la rabbia e le delusioni.
Sostanzialmente sa che nell'ira risulta ridicolo quindi metabolizza il tutto e lo analizza, pure noi nell'ira siamo ridicoli eppure non ce ne rendiamo conto continuando ad abbaiare come idioti.
Benito è quasi cieco.
Ha imparato a memoria la pianta della casa quindi si orienta tra le stanze senza lisciare le pareti con il capo.
A volte, però, il destino con lui è così crudele che si diverte a socchiudere le porte.
Con le porte socchiuse Benito fa la stessa fine che fanno i ragazzini quando provano a vedere qual'è la velocità massima del loro scooter, prima di una curva a gomito.
Tutto questo post per dire cosa?
Nulla.
In realtà volevo solo dedicare a quella bestia qualche riga di memoria perché se la merita.
Insomma nella sua vita ricoperta di difficoltà e risa riesce comunque a trovare la voglia di venire scodinzolarti addosso (è metaforico dato che ha quel codino-moncherino che è inutile).
Benito però nella sfiga ha una grande fortuna, quando chiesi al mio amico "Hey ma se scappa?" lui sorridendo mi rispose "ma dove c###o vuoi che vada? L'ultima volta è uscito dal cancello, si è incastrato in una siepe e lì è rimasto finché non sono andato a prenderlo".
Forse dovremmo essere più simili a Benito, dovremmo capire che da arrabbiati se iniziamo ad urlare siamo ridicoli.
Dovremmo capire che possiamo provare ad uscire dalla nostra triste routine, alla peggio ci incastreremo in qualche siepe e qualcuno ci verrà a prendere (e magari te ne innamori, ma questa è un'altra storia).


Nessun commento:
Posta un commento